Il fascino discreto della Newsletter.

Studio legale associato con sede in un bellissimo palazzo dei primi del Novecento milanese.

La domanda arriva quasi alla fine dell’incontro ma mi dà modo di scrivere questo breve articolo ed è la seguente: “noi non abbiamo ancora una newsletter, la dovremmo fare?” . Eccolo ancora una volta, il dubbio sulla newsletter.

 

Non ho ancora capito esattamente perché ma gli avvocati sono quasi terrorizzati dall’idea di scrivere qualcosa con un proprio ritmo e piano editoriale che esca dai muri dell’ufficio e arrivi direttamente nelle tasche o sulle scrivanie dei destinatari.

 

Il tempo di un caffè per imparare qualcosa

 

Diciamo subito che una buona newsletter dovrebbe essere letta dall’inizio alla fine nel tempo di un caffè. E il tempo di un caffè è quello che per cui dovrebbe essere intesa; l’occasione di una pausa, uno spazio che:

 

  • non sia noioso
  • dia modo di imparare qualcosa
  • ci lasci la voglia di leggere ancora sull’argomento o da quell’autore

 

Siamo tempestati di newsletter e spesso il pop-up che si apre sullo schermo è la prima cosa che molti di noi chiudono non appena se la trovano davanti.

Personalmente trovo non ideale per uno studio legale la modalità di iscrizione con il pop-up; suggerisco di inserire un form apposito che non “aggredisca” chi atterra sul sito di uno Studio ma che lo lasci scegliere dopo aver capito se ha interesse o meno a iscriversi, anche la newsletter è strumento strategico che comincia a funzionare quando sono gli utenti che la cercano e non viceversa.

 

Come utilizzarla

 

Strumento strategico dunque ma che può essere usato benissimo o malissimo.

Nel caso di uno studio legale o anche del singolo avvocato il vantaggio di avere una stanza dove approfondire certi temi, una stanza dove far entrare estranei e non solo clienti è enorme.

Il punto focale anche qui come per il blog del sito web è quello dei contenuti. Per uno studio che ne ha molti, scrivendo per le materie di cui si occupa prevalentemente, non utilizzarli e rilanciarli tramite una newsletter dinamica, snella e chiara è veramente una occasione sprecata.

Siamo bravi avvocati, scriviamo cose utili e aggiornate ma non le mandiamo in giro, le teniamo nel cassetto o magari la loro vita finisce con l’articolo su cartaceo il giorno della pubblicazione.

 

Tramite un serio piano editoriale a medio termine, con due/tre articoli con cadenza anche non troppo frequente (anzi, decisamente non troppo frequente)

 

oppure un video o un articolo già scritto ma commentato con nuovi elementi rispetto a quando lo si è pubblicato – il settore editoriale lo sa già da molto, ripubblicando i best sellers con nuove prefazioni o capitoli inediti – ci si fa sentire da tutti, vecchi amici, clienti, sconosciuti, curiosi, potenziali clienti, competitors.

È un modo per dire che ci siamo, che siamo lì se qualcuno ha delle domande, che siamo contenti di condividere e che la comunicazione non ci fa paura, anche se siamo avvocati.

 

 

Comincia a comunicare con i clienti raccontando il tuo modo di vedere le cose